differenza tra dop e igp
Alimentazione

Qual è la differenza tra DOP e IGP

Siamo sempre più orgogliosi di tutte le eccellenze che il nostro bel Paese può vantare. Tra queste i prodotti eno-gastronomici attraggono ogni anno migliaia di turisti, molti dei quali uniscono a vacanze culturali nelle principali città d’arte, tour rilassanti nelle campagne toscane, lombarde o pugliesi per sorseggiare bicchieri di vino d’annata immersi in paesaggi idilliaci.

La notorietà e l’amore per i nostri vini ed altri prodotti sono giustificati dalle certificazioni riconosciute dall’Unione Europea che molto spesso troviamo sulle etichette.

Con i suoi 291 prodotti certificati DOP e IGP, l’Italia è il Paese europeo che dispone del maggior numero di eccellenze agroalimentari.

I prodotti DOP e IGP sono il frutto di una combinazione unica di fattori umani ed ambientali caratteristica di un determinato territorio.

L’Unione Europea detta regole precise per la loro salvaguardia, prevedendo l’istituzione di appositi regimi normativi di qualità.

Della presenza o meno di queste certificazioni ne teniamo ormai conto anche quotidianamente, nella scelta tra prodotti diversi nei supermercati.

Ma sappiamo davvero qual è la differenza tra DOP e IGP?

Cos’è DOP?

L’acronimo di DOP è Denominazione di Origine Protetta. Si tratta della certificazione più importante e più conosciuta.

Il marchio DOP è attribuito ad alimenti e vini le cui caratteristiche dipendono esclusivamente dal contesto geografico e dal territorio in cui sono prodotti.

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Queste specialità alimentari sono lavorate in aree ben precise, con un determinato clima e caratteristiche ambientali, e con tecniche di produzione artigianali e tramandate da tempo nel corso delle generazioni.

Per questo motivo tali prodotti non potrebbero mai essere imitati o riprodotti in zone produttive diverse.

Affinché un prodotto possa essere dichiarato DOP, tutte le fasi di produzione, trasformazione, elaborazione e commercializzazione del prodotto devono avvenire nel territorio di origine dichiarato.

Chi fa prodotti DOP deve attenersi alle rigide regole produttive stabilite nel disciplinare di produzione, e il rispetto di tali regole è garantito da uno specifico organismo di controllo.

Esempi di prodotti italiani DOP sono l’aceto balsamico di Modena, il Puzzone di Moena, il miele delle Dolomiti Bellunesi, la mozzarella di bufala Campana, il parmigiano reggiano.

Cos’è IGP?

L’acronimo IGP equivale ad Indicazione Geografica Protetta. Il marchio IGP è il secondo tipo per importanza a livello europeo. Per ottenerlo, almeno una fase del processo produttivo deve avvenire nel territorio dichiarato.

Ciò vuol dire che il prodotto originario può provenire anche da un territorio diverso, ma viene lavorato secondo tecniche e metodologie specifiche della zona indicata.

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Ad esempio la Bresaola della Valtellina è prodotto IGP e non DOP perché è ottenuta da carni di animali che non sono allevati in Valtellina, ma segue metodi tradizionali di produzione e beneficia durante la stagionatura del clima favorevole della Valtellina.

Altri esempi di prodotti IGP sono lo speck dell’Alto Adige, il limone di Sorrento, la finocchiona Toscana e la Burrata di Andria.

Quindi, qual è la differenza tra DOP e IGP?

In conclusione, la differenza principale tra i prodotti con marchio DOP e quelli con marchio IGP sta nella localizzazione delle varie fasi di produzione.

I prodotti DOP sono strettamente legati ad un territorio, perché tutte le fasi devono necessariamente avvenire nel territorio di origine.

Per i prodotti IGP almeno una, se non più fasi, devono avvenire nel territorio dichiarato.

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