differenza tra capo e leader
Economia

Qual è la differenza tra capo e leader

Quando ci chiediamo qual è la differenza tra capo e leader, tendiamo a pensare che siano la stessa cosa: una persona che si trova sul gradino più alto di un’organizzazione e ha un team da gestire. In realtà non è così.

Tipo di comunicazione, approccio e personalità sono soltanto alcuni degli elementi che distinguono l’uno dall’altro e, nel caso della leadership, è possibile evidenziare ulteriori differenziazioni in merito allo stile. Essere capo o leader incide sulla gestione del gruppo e sulla probabilità di riuscire a raggiungere eventuali obiettivi prefissati.

Approfondiamo insieme.

 

Chi è il capo?

Nell’immaginario comune il capo è la figura che si trova al vertice di un’organizzazione, che crea distanza con le altre funzioni aziendali e non tiene conto della loro opinione, prendendo le decisioni da solo. Viene rispettato per timore; al suo passaggio si mettono tutti sull’attenti e si crea un clima di tensione. Parla sempre al singolare e, in caso di errore, si preoccupa di trovare il colpevole piuttosto che una soluzione.

È, insomma, una figura demotivante, tipica degli ambienti lavorativi in cui si fatica ad ottenere risultati positivi. Il capo adotta un classico stile autoritario ed è concentrato unicamente sull’aspetto lavorativo dei suoi collaboratori, senza curarsi di quello umano.

 

Chi è il leader?

Il leader è una persona empatica e assertiva, capace di entrare in sintonia con i propri collaboratori e creare un clima sereno e stimolante. Trova la soluzione ai problemi piuttosto che preoccuparsi di individuare i colpevoli. In azienda, sviluppa il concetto del noi, alimentando il senso di appartenenza al team. Non si limita a dare ordini, dialoga con i membri del team e li fa sentire coinvolti. È attento alla crescita personale e professionale dei suoi collaboratori.

Leggi anche:  Qual è la differenza tra domicilio e residenza

Non tutti i leader, tuttavia, sono uguali, in quanto ognuno adotta uno stile a seconda della propria personalità e della situazione. Per essere leader in azienda, in ogni caso, bisogna prima di tutto essere leader di sé stessi. Se non si crede nella direzione intrapresa, è difficile essere seguiti da qualcun altro.

 

Stili di leadership

La teoria della leadership situazionale di Kenneth Blanchard e Paul Hersey individua quattro stili di leadership:

direttivo: il leader, in questo caso, prende gran parte delle decisioni da solo, pianifica il lavoro da svolgere e le comunica ai suoi collaboratori che si limiteranno ad eseguire il compito assegnato;

persuasivo: a differenza dello stile direttivo, la comunicazione è bidirezionale, in quanto le decisioni sono oggetto di discussione. Il leader, dunque, è disponibile ad ascoltare i consigli dei suoi collaboratori prima di pianificare il lavoro da svolgere;

partecipativo: il leader assegna dei compiti, fornendo soltanto delle linee guida. I collaboratori, in questo modo, saranno responsabilizzati e vedranno intervenire il loro superiore soltanto in caso di necessità. Anche in questo caso, la comunicazione è di tipo bidirezionale;

Leggi anche:  Qual è la differenza tra vision e mission

delegante: il leader lascia che i suoi collaboratori siano del tutto autonomi nello svolgere il loro lavoro. In questo modo, saranno altamente motivati e più sicuri delle loro capacità. Lascia anche che prendano delle iniziative seguendo, naturalmente, delle linee guida generali. Il suo compito sarà di essere di supporto solo nel caso gli sia richiesto.

Secondo la teoria di Blanchard ed Hersey, uno stile non è migliore dell’altro, ma la capacità di leadership risiede nell’abilità di adottare un tipo di stile a seconda della situazione.

 

Quindi, qual è la differenza tra capo e leader?

E’ chiara, ora, la differenza tra capo e leader? Volendo riassumere, potremmo elencare le 5 differenze principali tra capo e leader:

  1. Il capo è propenso a dirigere, il leader ad istruire;
  2. Il capo è temuto, il leader è apprezzato;
  3. Il capo antepone “l’io”, il leader “il noi”;
  4. Il capo dà ordini, il leader coinvolge;
  5. Il capo è autoritario, il leader è autorevole.

E ora è lecito chiedersi: è meglio essere capo o leader? A te l’ardua sentenza.

Qual è la differenza è un progetto editoriale, mosso da un unico obiettivo: rispondere alle domande che gli utenti si pongono più spesso sui motori di ricerca e nella vita reale. Contenuti utili, semplici, al cui interno cerchiamo di fugare i tuoi dubbi.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *